Origini del nome

Vigonza, comune in provincia di Padova, conserva nel suo nome tracce delle antiche radici storiche. L’etimologia del toponimo potrebbe derivare da Vigoncia, cioè “villaggio di Gunzo”, un antico nome germanico, oppure da Biguncia, con il significato di “biforcazione”, a indicare una diramazione viaria o fluviale.
Entrambe le ipotesi riflettono la posizione strategica del territorio, situato lungo importanti vie di comunicazione fin dall’epoca romana.

Origini del nome

Età preistorica e protostorica

Le prime forme di insediamento umano nel territorio di Vigonza risalgono al VII secolo a.C., come dimostrano i ritrovamenti archeologici nella zona di Peraga. Le testimonianze archeologiche indicano la presenza degli antichi Euganei, successivamente spinti verso la pianura padovana dall’arrivo dei Veneti. Tracce di questi antichi insediamenti sono state rinvenute anche nelle località di Ponterotto e Mandriola.

Età romana

Durante l’epoca romana, Vigonza era inclusa nel sistema del Graticolato Romano, una rete di suddivisione agraria a maglia regolare utilizzata per organizzare il territorio a scopi agricoli.
La zona di Peraga, in particolare, si trovava in un punto nevralgico all’incrocio di due arterie principali: la Via Cornara (forse legata a Cornelia Salonina, moglie dell’imperatore Gallieno) e la Strada del Mare, oggi non più visibile ma deducibile dalla disposizione degli edifici religiosi.

Numerosi reperti confermano la presenza romana: anfore, ampolle, monete in bronzo e resti di pavimentazioni in cotto. Due iscrizioni latine rinvenute nei pressi della chiesa di Peraga – una dedicata a Giove dalla Gens Tampia e una attribuita probabilmente a Sesto Pompeo – sono oggi custodite al Museo Civico di Padova.

Scavi archeologici hanno inoltre portato alla luce un sacello a pianta “T” (piccolo edificio sacro) e un pozzo ottagonale, che indicano una significativa attività religiosa e un’avanzata gestione delle risorse idriche. Studi interdisciplinari hanno permesso di ricostruire l’evoluzione del territorio da epoche protostoriche fino al Medioevo, mettendo in luce un sistema insediativo complesso, con canali, buche di palo e pozzi lignei.

Età romana

Medioevo

Nel Medioevo, la frazione di Peraga divenne centro di rilevanza politica e militare, grazie alla presenza del castello di Peraga, citato per la prima volta nel 1258. Nato come struttura difensiva, il castello fu trasformato in palazzo signorile e rappresentò il fulcro della vita locale. Tra le famiglie più influenti vi furono i Da Peraga, signori anche di Mirano, seguiti dai Badoer, nobili veneziani.

Uno degli episodi più drammatici fu l’assalto del 1319, quando le truppe dei Carraresi incendiarono il borgo, che venne successivamente ricostruito. Oggi il castello è noto come Villa Bettanini. La sua storia rivive ogni anno tra fine maggio e inizio giugno grazie alla manifestazione Peraga Medievale, una rievocazione storica che propone spettacoli, tornei, botteghe artigiane, cortei, scene teatrali e omaggi alla mitologia, come il mito di Ercole.

Medioevo

Rinascimento e dominazione veneziana

Nel 1405, con la caduta di Padova sotto il controllo della Repubblica di Venezia, Vigonza entrò nei Domini di Terraferma, avviando una nuova fase storica segnata da stabilità e sviluppo architettonico. Durante il Rinascimento, il territorio vide la costruzione di numerose ville venete, simbolo dello status e dello stile di vita delle famiglie nobiliari.

Tra queste spicca Villa Barisoni, caratterizzate da architetture armoniose, affreschi e ampi giardini. Anche l’organizzazione urbanistica del centro storico rispecchia l’influenza rinascimentale, con una razionalizzazione degli spazi e una ricerca di equilibrio tra edificato e paesaggio.

Rinascimento e dominazione veneziana

Risorgimento

Vigonza visse da spettatrice le fasi salienti del Risorgimento italiano. Il Veneto entrò a far parte del Regno d’Italia nel 1866, dopo la terza guerra d’indipendenza. Un evento di particolare rilievo storico avvenne il 6 aprile 1875, quando ai Prati di Vigonza si svolse una grande rivista militare alla presenza del re Vittorio Emanuele II e dell’imperatore d’Austria-Ungheria Francesco Giuseppe.

Questo incontro fu simbolo della distensione tra le due potenze europee dopo decenni di guerre.
Nel 2025, a 150 anni di distanza, l’evento è stato ricordato con una rievocazione storica che ha proposto sfilate in costume, danze d’epoca, giochi tradizionali e una mostra documentale.

Vigonza nel Ventennio

Nel corso del XX secolo, Vigonza fu interessata da profondi cambiamenti. Durante il periodo fascista, nel 1938 venne costruito il borgo rurale, originariamente intitolato ai fratelli Grinzato, progettato dall’architetto futurista Quirino De Giorgio. Questo intervento, inserito nei programmi di bonifica e miglioramento dell’habitat rurale del regime, comprendeva abitazioni, una scuola, un teatro e altri servizi, destinati a migliorare la vita dei lavoratori agricoli trasferiti dai casoni malsani.

Nel 1939 fu inoltre edificata la Casa del Fascio, simbolo della presenza capillare del regime nel tessuto urbano. Queste architetture, sebbene nate in un contesto ideologico preciso, rappresentano ancora oggi importanti testimonianze della trasformazione urbanistica del territorio.

Vigonza nel Ventennio