Villa Barisoni, complesso che necessita di restauro, insieme alla chiesa parrocchiale e all'antico convento dedicati a Santa Margherita, questo complesso monumentale forma il nucleo originario del paese, il suo autentico centro storico.
Il ruolo spirituale fu affidato a chiesa e convento, che per secoli furono punto di riferimento religioso per la comunità. Sul versante civile, invece, fu la villa — sorta nel 1520 sui resti di un fortilizio medievale — a incarnare l’esercizio del potere e della vita nobiliare, in un contesto che ricalca le forme del piccolo feudo rurale.
Ma ciò che rende davvero unica Villa Barisoni è la sua architettura: un raro esempio di villa veneta pre-palladiana, armoniosamente adattata alle strutture preesistenti del fortilizio. Una fusione affascinante tra linee rinascimentali e memorie medievali, che parla al visitatore con l’eleganza sobria delle pietre antiche e il prestigio delle famiglie che vi abitarono.
Tra queste, spiccano i Barisoni e i Capodilista, nomi illustri della nobiltà veneta.
In particolare, la figura di Albertino Barisoni — vescovo, letterato e raffinato intellettuale del Seicento — emerge per importanza storica. Amico di Galileo Galilei e di Alessandro Tassoni, fu proprio lui a fornire allo scrittore le suggestioni territoriali per descrivere la celebre battaglia tra bolognesi e modenesi nel poema La Secchia Rapita, contribuendo così a lasciare una vivida testimonianza anche dei nostri paesaggi.